The Hobbit: agente accusato di razzismo, licenziato

La produzione di The Hobbit, kolossal che sarà diretto da Peter Jackson, è finita nella bufera, in Nuova Zelanda, per un presunto caso di razzismo. Un agente di casting è infatti stato licenziato per un’inserzione in cui cercava comparse, ma solo di pelle chiara. Questi i requisiti pubblicati sul Bay of Plenty Times: età tra i 16 e gli 80 anni, altezza sotto 170 cm per gli uomini e 158 per le donne e toni di pelle chiari. La polemica è scoppiata dopo che è stata scartata una comparsa, Naz Humphreys, cittadina britannica di origine pakistana, per la sua carnagione, giudicata troppo scura.
Non ha senso perché ovviamente gli hobbit non sono bruni, neri o di qualsiasi altro colore. Invece li vogliono di un colore beige omogeneizzato e tutti derivati da un pool genetico caucasico- ha dichiarato arrabbiata Naz Humphreys, la ragazza che si era presentata come possibile comparsa per il film.
Secondo le ultime indiscrezioni, l’agente al centro della polemica sarebbe già stato licenziato dalla casa di produzione, perché le sue direttive erano frutto di una scelta personale. Un portavoce del regista del kolossal, Peter Jackson, ha voluto precisare che lui non era a conoscenza delle restrizioni nel casting, descrivendole come un errore incredibilmente sfortunato.
Non è la prima volta che The Hobbit fa parlare di sé: dopo vari stop, tra abbandoni e rinvii, qualche settimana fa era anche sorta una polemica tra la Nuova Zelanda e la casa di produzione del film per la decisione della location.
mar 30/11/2010 da Valentina Gerig in Peter Jackson.




















