The Guard, un poliziotto da happy hour: trailer, trama e recensione

La recensione di un film come The Guard è una sfida. Ecco un film sovversivo come non se ne vedevano da secoli. Se temete di non sopravvivere all’invasione stantia di seguiti e remake che sta infestando il cinema degli ultimi anni The Guard – Un poliziotto da happy hour sarà come una boccata d’ossigeno. Facciamo subito piazza pulita da eventuali fraintendimenti: a dispetto del sottotitolo in questo noir tragicomico di ore felici o happy hour non ce n’è nemmeno l’ombra. Certo, l’alcol scorre a fiumi, ma non si tratta di brindisi per celebrare momenti allegri.
Se doveste pensare a un poliziotto, ad un guardiano della legge, quali tratti della sua persona vi verrebbero subito in mente? Un fisico scattante? Un carattere disponibile e aperto? Una vita ordinata e piuttosto prevedibile? Ok, ora smettetela di trastullarvi coi luoghi comuni perché devo parlarvi del sergente Gerry Boyle, uno sbirro davvero originale.
Il protagonista
Il sergente Gerry Boyle è uno sbirro 50enne, obeso, infelice, burbero, sbornione, puttaniere e occasionalmente dedito alla sperimentazione delle droghe che sequestra. Un disastro come poliziotto e come uomo. Eppure vi assicuro che se vi trovaste nei guai non vorreste essere salvati da nessun altro, anche perché è pervaso da una forma di onestà intellettuale e professionale che nel profondo lo rende un uomo puro. Boyle amministra la giustizia nell’angusta provincia irlandese con animo integerrimo. E quando dico ‘angusta’ intendo proprio l’anticamera del Purgatorio, per cui dimenticate immagini da cartolina come prati verdi e scogliere mozzafiato. Qui solo acquitrini, pantani, pioggia battente e zoticoni che biascicano in gaelico.
La vita scorre monotona e tranquilla per Boyle, fra due salti nel letto con la puttana di turno e la droga rubata al cadavere dell’ultimo giovinastro che si è schiantato con la macchina. Anche se fa finta di niente, Boyle è forse la persona più triste su questa Terra: la sua vita sociale e affettiva è inesistente, fa un lavoro che non lo appassiona e sua madre sta morendo di cancro.
Per affrontare l’orrore di essere vivo Boyle alza un muro fra sé e il prossimo, un muro fatto di ironia e sarcasmo. Avete presente le frecciatine taglienti come bisturi del dottor House? Ecco, siamo su quel livello.

Trama
Questo equilibrio soffocante viene sconvolto quando uno strano omicidio rituale turba la monotonia della vita di provincia. Di lì a poco il partner di Boyle scompare, dei narcotrafficanti spostano in Irlanda il loro business e un agente dell’FBI fa la sua comparsa per aiutare Boyle nelle indagini.

Un film fuori dagli schemi
Il primo elemento di originalità riguarda la trama improbabile eppure credibile. Parliamoci chiaro: cosa volete che accada nella profonda provincia irlandese? Inscenare qui un poliziesco è un azzardo.
Altro elemento di originalità è la contaminazione fra i generi: cercare di inquadrare The Guard è una vera impresa. In questo film c’è tutto: echi dei fratelli Cohen, tragicommedia, umorismo nero, tratti polizieschi e da thriller e qualche riferimento ai monologhi nonsense dei Monty Python. Non ci crederete ma c’è spazio anche per un finale western.
Anche se è pieno di battute taglienti che vi faranno sganasciare, l’anima di fondo di questo film è tragica come quella di Boyle, sbirro dagli occhi duri e dal sorriso raro ma sincero.
Ultimo elemento di originalità: Boyle è un poliziotto come non se ne sono mai visti. Il cinema ci ha abituato a sbirri integerrimi, ma anche a piedipiatti pazzi, corrotti, incattiviti, cinici, robotici o violenti. Ma uno sbirro infelice, solo, sarcastico e coltissimo non si era mai visto. Per quanti film possiate esservi sciroppati in vita vostra, una scena con un piedipiatti che accompagna sua madre malata terminale in chiesa e poi si intrattiene con lei a discettare di droga ed erezioni non l’avete mai vista. E per restare in tema, nella versione in lingua originale il ca**o viene citato più volte di quanti non ne fossero presenti fisicamente nella sala dove abbiamo assistito all’anteprima. Se un doppiaggio ipocrita non rovinerà i dialoghi ve ne accorgerete.
In conclusione The Guard è un film in cui si trovano tutte le sfumature: il noir, il dramma psicologico, la commedia grottesca, il western e il poliziesco. Solo l’amore manca. Ma quella è una balla che esiste solo se ci credi, come Babbo Natale o l’assurda idea che una famiglia possa salvarti da te stesso. Boyle questo lo sa bene.
Cast
| Titolo originale | The Guard |
| Data uscita | 21 ottobre 2011 |
| Genere | Commedia (?) |
| Regista | John Michael McDonagh |
| Protagonisti | Brendan Gleeson (Il sergente Gerry Boyle), Don Cheadle (agente speciale dell’FBI Wendell Everett) |
| Altri interpreti | Liam Cunningham, David Wilmot, Rory Keenan, Mark Strong, Fionnula Flanagan, Dominique Mcelligott, Sarah Greene, Katarina Cas, Pat Shortt, Darren Healy |
gio 06/10/2011 da Mauro Di Gregorio

















