Il mio angolo di paradiso: trailer, trama e recensione del film con Kate Hudson

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Il mio angolo di paradiso: trailer, trama e recensione del film di Nicole Kassell con Kate Hudson e Gabriel Garcìa Bernarl

Il mio angolo di paradiso, scene del film

Il mio angolo di paradiso (A little bit of heaven) è il nuovo film di Nicole Kassell in uscita nelle sale italiane il 18 novembre 2011, che vede come protagonisti Kate Hudson e Gabriel Garcìa Bernarl. Si tratta di una commedia romantica che vuol essere divertente (non sempre ci riesce) e a tratti commovente che narra la breve vita di una giovane e bella ragazza, mangia uomini e poco propensa a legarsi sentimentalmente a qualcuno, che un giorno riceve una brutta notizia sul suo stato di salute.

Il mio angolo di paradiso – trama

Marley (Kate Hudson) è una giovane e bella ragazza, con una promettente carriera davanti a sé. Ha tanti amici che le vogliono bene e può permettersi di fare la mangia uomini usando a suo piacimento numerosi corteggiatori. Di legarsi sentimentalmente a qualcuno non se ne parla nemmeno: lei non crede nell’amore o, per lo meno, così vuol far credere agli altri e a sé stessa. In realtà le relazioni serie le fanno paura e cerca di evitarle come la peste.
Tutto sembra andare per il meglio quando un giorno, in seguito ad una visita medica, le viene diagnosticato un cancro al colon. Nella disgrazia però, Marley incontra Julian, l’uomo che le cambierà la vita e che la catapulterà in un’avventura (purtroppo breve) alla scoperta del vero amore, quello da cui aveva sempre cercato di scappare.

Il mio angolo di paradiso – trailer

Il mio angolo di paradiso – recensione
Il mio personale giudizio nei confronti di questo film non è particolarmente positivo. Buona parte del film l’ho trovata scontata, banale e per niente divertente (anche se il film promette di essere divertente e commovente allo stesso tempo, mah). La vita di Marley è una vita da film, non reale: sfido io, anche nella città più eccitante del mondo, a tenere uno stile di vita così frenetico e busy come il suo e quello dei suoi amici. Fare tardi tutte le sere, bere come delle spugne ed essere fresche e perfette l’indomani sul lavoro. Mangiare schifezze e abusare di alcolici ed avere sempre un fisico da urlo: nemmeno nei migliori dei mondi. Poi, vogliamo parlare di una donna sui 30 anni che con una facilità pazzesca riesce ad ottenere una posizione lavorativa di tutto rispetto (e comando) come quella di Marley? Sarà che vivo in Italia, ma mi sembra altamente improbabile.
Vogliamo poi parlare del dottorino che sembra uscito il giorno prima dal liceo ed è già a prescrivere cure contro il cancro? Sono io tanto fuori dal mondo oppure in questo film ci sono un po’ troppe licenze poetiche?
Passiamo alla parte tragica della malattia. Marley scopre di aver un tumore al colon in stadio già avanzato. Inizia a fare la chemioterapia e, nonostante tutto (cavolo, stiamo parlando di chemioterapia, non di un ciclo di aspirina!), è sempre piena di vita e in giro a far festa. Come se non bastasse, non perde nemmeno un capello. Non è un adattamento cinematografico un po’ troppo poco realistico? Quando una persona scopre di avere un tumore, per quanto forte possa essere, non riesce a vivere così spensieratamente: tutti abbiamo paura di morire ed una malattia come il cancro sicuramente non facilita le cose.
Nonostante tutto, il film regala attimi di commozione: forse sono io troppo sensibile ma, verso la fine, quando Marley sta per morire (tranquilli, non vi ho guastato il finale rivelandovi che lei muore, il finale è un altro) e passa attimi piuttosto strazianti con le persone che le sono sempre state vicine (gli amici) e che ha ritrovato da poco (i genitori), non sono riuscita a trattenere le lacrime. D’altronde è piuttosto triste pensare ad una ragazza poco più che trentenne nel pieno della sua bellezza e delle sue forze, essere stroncata così da un brutto male.
Anche il cameo di Whoopi Goldberg, nel ruolo di sé stessa/Dio, non mi ha entusiasmato più di tanto: Whoopi si ricorderà per altre cose, non certo per la partecipazione a questo film.

Si capisce che il film non mi è piaciuto tanto, vero? Devo ammettere che non si tratta del peggior film della storia del cinema, ma si può tranquillamente risparmiare i soldi del biglietto del cinema e ripiegare su un altro tipo di serata.

mar 08/11/2011 da Silvia Tavella in Kate Hudson.

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