Emotivi Anonimi. Trailer, trama e recensione del film ‘cioccolatoso’
Emotivi Anonimi: trailer, trama e recensione del film di Jean-Pierre Améris con Isabelle Carré e Benoit Poelvoorde.
Emotivi Anonimi (Les Emotifs anonymes) è il nuovo film del regista francese Jean-Pierre Améris, visibile nelle sale italiane a partire dal 23 dicembre. E’ un film che parla di una storia d’amore un po’ particolare (decisamente particolare) ambientata a Lione nei locali di una fabbrica di cioccolato che sta per andare in fallimento. I due protagonisti, come è facile immaginare, sono due persone estremamente timide ed emotive e questo loro modo di essere renderà molto più difficile l’inizio della loro storia d’amore.
Emotivi Anonimi – trailer in italiano
Emotivi Anonimi – trama
Jaen-Réne e Angélique sono due emotivi, molto emotivi, troppo emotivi. Lui è il proprietario di una fabbrica di cioccolato che sta per fallire, lei una cioccolataia di talento (ma nessuno lo sa dato che la sua emotività non le permette di fare vanto della sua bravura). I due si incontrano proprio sul luogo di lavoro dove lei, rispondendo ad un annuncio come cioccolataia, finisce per diventare la responsabile delle vendite. Gli affari però non vanno troppo bene e la fabbrica di cioccolato rischia davvero di chiudere. C’è bisogno di una svolta sia sul piano professionale (trovare una nuova gamma di cioccolatini per rilanciare i prodotti della fabbrica di cioccolato sul mercato) che sul piano personale (bisogna vincere la mancanza di fiducia in se stessi per poter finalmente vivere una storia d’amore rilassata).
Giudizio del film
Leggendo la trama del film sono rimasta molto affascinata ed incuriosita perché sembrava essere una storia d’amore al gusto di cioccolato. Cosa potevo chiedere di più romantico? Credevo di vedere un film sulla falsa riga dell’indimenticabile Chocolat con Juliette Binoche e Johnny Deep, dove il cioccolato fa da filo conduttore di tutta la vicenda e, invece, mi mi è toccata una commedia poco divertente, abbastanza scontata e piuttosto noiosa in cui i due protagonisti (due personaggi più che assurdi) avrebbero potuto tranquillamente lavorare in una pescheria anziché in una fabbrica di cioccolato (sarebbe stato quanto meno più originale
). Jean-Réne e Angélique sono due personaggi che nel mondo reale non sarebbero sicuramente riusciti ad arrivare alla loro età sani e salvi: nel mondo reale non sarebbero sopravvissuti oltre i 22 anni. Ok, siamo in un film, e ci è concessa qualche licenza poetica però esasperare in questo modo l’emotività non ha sicuramente giovato alla riuscita del film. I personaggi, anziché far ridere, fanno quasi arrabbiare da quanto sono inconcepibili. Vi è mai capitato di vedere una persona fare le prove di un colloquio di lavoro davanti ad una vetrina in mezzo alla strada a voce alta? Oppure. Vi è mai capitato di incontrare una persona che va al ristorante con una valigetta in cui conserva delle camice pulite e che, ogni 5 minuti va in bagno a cambiarsi perché troppo sudato? Ancora. Vi è mai capitato di fare un colloquio di lavoro e di essere assunti dopo aver risposto ad una banale domanda e senza nemmeno aver detto qual è il vostro nome e quali sono le vostre qualifiche? Mi fermo qui anche se potrei continuare ancora per un po’.
Il film si spaccia per storia d’amore ma non si capisce bene come e quando ’sti due si siano innamorati dal momento che per buona parte del film la loro emotività impedisce loro di rivolgersi parola.
Ci sono troppe cose che non tornano in questo film a mio parere evitabile.
lun 05/12/2011 da Silvia Tavella

















