Donne senza uomini: parla Shirin Neshat, la regista

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Shirin Neshat regista di Donne senza uomini

Da domani in tutte le sale italiane sarà proiettato Donne senza uomini, il drammatico diretto da Shirin Neshat. Il film racconta la storia di quattro donne iraniane, la regista in un’intervista ha chiarito alcuni punti trattati nella pellicola.

Il colpo di stato del 1953 ha giocato un ruolo importantissimo nella storia dell’Iran in termini politici e fondamentalmente ha trasformato la situazione del Paese, ha raccontato Shirin Neshat, regista di Donne senza uomini. In effetti la pellicola parte proprio dal colpo di stato guidato dagli americani e appoggiato dagli inglesi, episodio in seguito al quale, Mohammad Mossadegh, il Primo Ministro democraticamente eletto fu cacciato e venne restaurato lo Shah al potere.

Ogni volta che abbiamo una rivoluzione islamica - ha continuato Neshatogni volta che abbiamo una dittatura, scontri tra USA e Iran ci sono così tante conseguenze e ho sempre pensato che fosse incredibile che ci fosse un’amnesia su questo periodo. Se non avessimo avuto il colpo di Stato del 1953, noi non saremmo nella situazione in cui siamo ora.

Il film affronta anche il tema del giardino, concetto molto significativo nella tradizione dei Persiani che richiama la poesia e la letteratura. Per gli iraniani è una metafora molto significativa – ha detto la regista – sia perché rappresenta un’idea di spiritualità trascendente, un posto da cui allontanarsi dal mondo delle banalità e anche politicamente suggerisce un’idea di spazio libero. Nella pellicola quindi il giardino gioca un ruolo centrale nella storia.

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