Chiuso Megaupload. Il cinema è salvo
Chiuso Megaupload: l’FBI dichiara guerra alla pirateria per salvare il cinema. Arrestato Kim Schmitz, responsabile dei siti di file-sharing e download come Megaupload, Megavideo, Megaporn e Megapay. Le proteste del popolo del web e l’attacco degli hacker di Anonymous.

Megaupload è chiuso, finalmente il cinema è salvo. La nemesi delle case di produzione cinematografica di tutto il mondo è finalmente sconfitta, grazie alla lunga mano dell’FBI che ha messo in piedi un’operazione che è riuscita a vincere questa battaglia contro la pirateria online, là dove altri avevano fallito. Pare che l’FBI abbia in mano delle accuse oggettive contro Megavideo, Megaupload e siti ad essi legati, altrimenti non sarebbe stato possibile arrestare Kim Schmitz e gli altri responsabili di questi siti di file-sharing e download. Ovviamente gli indiziati protestano la propria innocenza, ma i primi dettagli delle accuse hanno cominciato a trapelare.
La pirateria cinematografica su internet è una piaga che da tempo si tenta di debellare: l’industria cinematografica è gravemente penalizzata dai film scaricati e visti illegalmente in streaming. Le accuse mosse a Kim Schmitz riguardano sia il caricamento di materiale non consentito sui server del gruppo, sia di aver istigato la pirateria, creando un vero e proprio ecosistema in grado di alimentarla. Oltre, ovviamente, a ottenere soldi da tutto ciò. Soldi che sarebbero spettati di diritto ai film e alle case di produzione, bisogna da sottolineare questo aspetto.
Le accuse sono chiare: l’intero team di Megaupload non cancellava mai il materiale illecito, anche quando segnalato da chi aveva il copyright e di sicuro non agiva come un ‘mero tramite’, conoscevano perfettamente la vera natura dei siti che gestivano. I dirigenti di Megaupload hanno provato a barricarsi dietro i cavilli di legge che non puniscono chi non ha un motore interno di ricerca, ma pare che adesso l’interpretazione delle norme legislative si sia fatta più realistica: anche favorire link esterni potrebbe a breve diventare motivo di chiusura di questi siti.
Il cinema tira dunque un momentaneo sospiro di sollievo, non così i milioni di utenti del web che normalmente si servivano di questo sistema per bypassare cinema, dvd e tv satellitari: pare che ci sia un fitto passaparola che sostiene che ben presto questi siti torneranno in attività con nuovi nomi, mentre c’è chi ha deciso di vendicarsi. Stiamo parlando degli hacker di Anonymous che hanno messo in atto una vera e propria ripicca contro le pagine web del dipartimento della Giustizia statunitense, della major discografica Universal, della Mpaa (Motion Picture Association of America), della Riaa (Recording Industry Association of America), della Warner Music, dell’Fbi e dell’ufficio del copyright statunitense, tanto per andare sul sicuro. In pratica Anonymous ha sferrato un attacco in stile virus, spedendo un link a questi siti web che li obbligava a rispondere, salvo mandare in tilt i server per l’eccessiva richiesta di contatti.
Dicevamo che il cinema è salvo, però bisogna considerare tutti gli aspetti della vicenda: perché così tante persone aderivano a questi siti illegali? E non stiamo parlando solo di ragazzini, ma anche di signori attempati e insospettabili che si dedicavano alla pirateria cinematografica senza alcuno scrupolo. Potrebbe forse essere che magari non tutti hanno i soldi per potersi permettere serate al cinema, tv satellitare o dvd? C’è la crisi economica, questo lo sappiamo, soldi non ce ne sono: forse se i prezzi dei biglietti o dei film digitali non fossero così esorbitanti, la gente non accorrerebbe in massa su siti come Megaupload. Voi cosa ne dite?
ven 20/01/2012 da Manuela Chimera


















Mi sembra giusto che Megavideo sia stato chiuso. Ma penso sia giusto anche chiudere tutti gli altri siti simili. La pirateria non sarà mai sconfitta, ma almeno cerchiamo di non renderla così semplice…